EVTZ Alpine Pearls mbH
Adattamento ai cambiamenti climatici nelle Alpi – esempi, strategie e prospettive
Sarah Twardella

Adattamento ai cambiamenti climatici nelle Alpi – esempi, strategie e prospettive

Tavola rotonda al Festival del Giornalismo 2026 – 10 maggio 2026, Innsbruck

Nelle Alpi gli effetti dei cambiamenti climatici sono ormai chiaramente visibili. Da oltre venticinque anni la Convenzione delle Alpi rappresenta un accordo quadro vincolante tra tutti gli Stati alpini per promuovere uno sviluppo sostenibile dell’intero arco alpino. Nel corso di una tavola rotonda organizzata nell’ambito del Festival del Giornalismo di Innsbruck si è discusso di come queste iniziative vengano concretamente attuate, di come un parco nazionale affronti il tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici e di quali progetti vengano sviluppati a livello europeo.

Nel suggestivo cortile interno della Haus der Begegnung di Innsbruck, in una piacevole atmosfera di inizio estate, circa 70 partecipanti hanno seguito il confronto tra quattro relatori, moderato da Simon Welebil. Tra gli ospiti era presente anche Sarah Twardella di Alpine Pearls, che ha presentato il progetto BeyondSnow.

Aumento delle temperature, eventi meteorologici estremi e rischi naturali nelle aree montane

Felix Gertheinrich, del Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi, ha aperto l’incontro illustrando l’attuale situazione climatica dell’arco alpino e presentando la strategia principale della Convenzione delle Alpi in materia di cambiamenti climatici. L’obiettivo è rendere le Alpi climaticamente neutrali e resilienti agli effetti del cambiamento climatico entro il 2050. Questo traguardo viene perseguito attraverso iniziative, organismi di coordinamento, analisi scientifiche, linee guida e attività di carattere politico.

Le principali iniziative sono:

1. Dichiarazione di Innsbruck (2019)

Rappresenta l’impegno politico a realizzare “Alpi climaticamente neutrali e resilienti entro il 2050” e costituisce la base della futura politica climatica della Convenzione delle Alpi.

2. Sistema degli obiettivi climatici per le Alpi 2050

Definisce obiettivi concreti per settori quali trasporti, energia, turismo, gestione delle risorse idriche, agricoltura e foreste, costituendo una strategia di lungo periodo per l’intero territorio alpino.

3. Climate Action Plan 2.0

Contiene misure operative da attuare nei prossimi anni. Le aree prioritarie comprendono trasporti, energia, turismo, rischi naturali, risorse idriche, pianificazione territoriale, suolo, agricoltura di montagna, foreste montane e biodiversità. L'obiettivo è rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra tutti gli Stati alpini.

4. Alpine Climate Board

Dal 2016 rappresenta il principale organismo della Convenzione delle Alpi dedicato al clima. Coordina l’attuazione degli obiettivi climatici e sviluppa nuove misure di intervento. Tra le priorità del periodo 2025–2026 figurano le soluzioni basate sulla natura, la tutela delle foreste e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

I dati più recenti confermano che gli effetti del cambiamento climatico nelle Alpi sono già particolarmente evidenti e sottolineano l’urgenza di continuare ad agire con decisione.

Continua a leggere
EVTZ Alpine Pearls mbH

Il progetto BeyondSnow

Sarah Twardella di Alpine Pearls ha presentato il GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale) e illustrato il progetto BeyondSnow. Il progetto transnazionale, cofinanziato dal programma Interreg Alpine Space, è stato realizzato tra il 2022 e il 2025 e ha affrontato una delle principali sfide delle regioni turistiche alpine: la progressiva diminuzione dell’affidabilità dell’innevamento naturale a causa dei cambiamenti climatici.

L’attenzione si è concentrata sulle piccole e medie destinazioni di sport invernali situate a media quota, la cui economia dipende fortemente dalla presenza della neve. L’obiettivo del progetto era rafforzare la resilienza climatica di questi territori e individuare strategie per mantenerli attrattivi nel lungo periodo sia per i residenti sia per gli ospiti.

A tal fine sono state sviluppate, insieme agli attori locali, strategie di adattamento, sono state sperimentate misure pilota ed è stato realizzato uno strumento digitale di supporto alle decisioni per la pianificazione territoriale.

Le principali attività, i risultati e gli strumenti sviluppati nell’ambito del progetto sono:

  • Analisi degli effetti dei cambiamenti climatici e della diminuzione dell’innevamento sulle regioni turistiche alpine, integrate da indagini, interviste e valutazioni.
  • Sviluppo del Resilience Adaptation Model e di uno strumento digitale di supporto alle decisioni per valutare le possibili opzioni di adattamento a disposizione dei comuni e delle destinazioni turistiche.
  • Processi partecipativi che hanno coinvolto cittadini, operatori turistici e decisori politici per elaborare strategie, idee progettuali e misure pilota.
  • Sperimentazione di misure concrete di adattamento nelle regioni pilota.
  • Elaborazione di linee guida destinate ad altre regioni alpine e agli organismi istituzionali.

Alpine Pearls è stata uno dei 13 partner di progetto provenienti da sei Paesi alpini. Il comune membro di Werfenweng ha partecipato come regione pilota, mentre Bohinj è stato coinvolto attraverso un altro partner del progetto.

Oltre a numerose organizzazioni osservatrici – tra cui il Segretariato Permanente della Convenzione delle Alpi e il Club Alpino Austriaco – il progetto ha collaborato con dieci comuni, le cosiddette Pilot Working Areas:

  • Piani d’Erna
  • Monesi di Triora
  • Ala di Stura & Balme
  • Pradibosco
  • Werfenweng
  • Bohinj
  • Großer Arber
  • Métabief
  • Sattel-Hochstuckli
  • Balderschwang

In queste regioni sono state realizzate analisi di vulnerabilità, per valutare quanto ciascun territorio fosse esposto alla diminuzione dell’innevamento. Sono inoltre stati organizzati Co-Design Lab, workshop, eventi pubblici e conferenze, durante i quali amministrazioni comunali, operatori turistici e cittadini hanno sviluppato congiuntamente visioni per il futuro e possibili misure di adattamento. Queste attività hanno anche contribuito a rendere il progetto e le sue tematiche accessibili e comprensibili a un pubblico più ampio.

Per ciascuna delle dieci regioni pilota è stata elaborata una strategia di transizione, che descrive un percorso concreto di adattamento: dalla definizione di una visione futura, all'individuazione degli ambiti di intervento, fino alla proposta di idee progettuali dettagliate. Alcune delle misure individuate sono già state sperimentate sul campo per verificarne la fattibilità.

Un elemento fondamentale del progetto è stato il coinvolgimento degli attori locali. Le strategie di adattamento non dovevano essere imposte dall’esterno, ma sviluppate insieme ai territori interessati. Questo approccio ha comportato anche alcune sfide. In diverse regioni pilota, soprattutto nella fase iniziale, si sono riscontrati scetticismo e difficoltà nel coinvolgere un numero sufficiente di partecipanti. Con il passare del tempo, tuttavia, grazie a un’intensa attività di informazione e a un forte impegno nella partecipazione, si è instaurata un’ottima collaborazione. Sono emerse numerose proposte innovative e sono nate nuove reti di cooperazione tra i diversi attori locali.

Nel caso di Werfenweng, regione pilota di Alpine Pearls, sono stati individuati otto ambiti di intervento. Durante la prima fase pilota è stato scelto di concentrarsi sul tema dell’esperienza dell’acqua, dando vita a due nuovi itinerari escursionistici guidati. Queste iniziative ampliano l’offerta turistica durante tutto l’anno e, allo stesso tempo, promuovono la sensibilizzazione e la partecipazione attiva sul tema dell’acqua come risorsa fondamentale, sugli effetti dei cambiamenti climatici e sul valore dell’acqua come elemento esperienziale.

Maggiori informazioni: https://www.werfenweng.eu/beyondsnow/

BeyondSnow non propone un approccio basato esclusivamente su soluzioni tecniche, come ad esempio l’innevamento artificiale. Al contrario, considera i cambiamenti climatici come un’opportunità per ripensare in modo più resiliente e diversificato le destinazioni alpine.

Le strategie di adattamento più diffuse individuate dal progetto sono:

  • sviluppo del turismo durante tutto l’anno;
  • diversificazione delle attività ricreative e dell’offerta turistica;
  • promozione dello sviluppo sostenibile e della mobilità dolce;
  • rafforzamento dei circuiti economici locali;
  • pianificazione partecipativa con il coinvolgimento degli attori del territorio.

BeyondSnow si configura quindi non soltanto come un progetto dedicato al turismo, ma come un vero e proprio progetto di trasformazione per le regioni alpine che devono prepararsi a un futuro con meno neve, rafforzando al contempo la propria resilienza economica, sociale e ambientale.

Maggiori informazioni: https://www.alpine-space.eu/project/beyondsnow/

Continua a leggere
EVTZ Alpine Pearls mbH

L’approccio del Parco Nazionale Gesäuse: intervenire il meno possibile sulla natura e sensibilizzare i visitatori

Herbert Wölger, direttore del Parco Nazionale Gesäuse, ha illustrato l’approccio del parco nei confronti dei cambiamenti climatici e le strategie adottate per favorire l’adattamento.

A differenza del progetto BeyondSnow, che si concentra principalmente sull’adattamento delle regioni turistiche e dei sistemi economici locali, il Parco Nazionale Gesäuse pone al centro la resilienza e l’adattamento degli ecosistemi naturali. Entrambi gli approcci condividono tuttavia un obiettivo comune: rendere le regioni alpine più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici nel lungo periodo.

La strategia del Parco Nazionale si articola in quattro aree principali:

1. Foreste resilienti ai cambiamenti climatici

Uno dei principali obiettivi è adattare le foreste alle future condizioni climatiche. I risultati della ricerca mostrano che gli attuali popolamenti dominati dall’abete rosso sono sempre più vulnerabili all’aumento delle temperature e ai cambiamenti nel regime delle precipitazioni. Per questo motivo il Parco promuove lo sviluppo di boschi misti, più diversificati e resistenti, favorendo specie come il faggio, l’abete bianco e, in alcune aree, anche la quercia. La gestione forestale combina i processi naturali con interventi mirati di gestione attiva.

2. Ricerca e monitoraggio a lungo termine

Il Parco Nazionale svolge un’intensa attività di ricerca sul clima, sull’idrologia, sui suoli, sulla biodiversità e sugli habitat naturali. Il monitoraggio continuo consente di individuare tempestivamente i cambiamenti in atto e di creare solide basi scientifiche per le future misure di adattamento. Queste osservazioni sono fondamentali sia per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici sia per sviluppare strategie di conservazione efficaci.

3. Conservazione e promozione di ecosistemi resilienti

Il principio guida è che ecosistemi ricchi di specie e il più possibile naturali siano maggiormente in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici. Per questo motivo il Parco attribuisce la massima priorità alla tutela delle dinamiche naturali di foreste, corsi d’acqua e habitat alpini. Il corso dell’Enns, lasciato in gran parte libero da regolazioni artificiali, insieme alle vaste aree di wilderness, offre a specie e habitat lo spazio necessario per adattarsi alle nuove condizioni ambientali.

4. Gestione dei flussi turistici e fruizione sostenibile

Con l’aumento della pressione turistica, il Parco Nazionale punta su una gestione mirata dei visitatori e su un ampio programma di educazione ambientale. L’obiettivo è accrescere la conoscenza e la consapevolezza dei visitatori, proteggendo al contempo le specie e gli habitat più sensibili. I piani di gestione tengono conto sia delle esigenze della conservazione della natura sia delle future sfide poste dai cambiamenti climatici.

Continua a leggere
EVTZ Alpine Pearls mbH

L’iniziativa dei "Villaggi degli Alpinisti" del Club Alpino Austriaco

Liliana Dagostin, responsabile del Dipartimento di Pianificazione Territoriale e Tutela della Natura del Club Alpino Austriaco (Österreichischer Alpenverein), ha presentato il progetto dei Bergsteigerdörfer (Villaggi degli Alpinisti).

Nel contesto dell’adattamento ai cambiamenti climatici e dello sviluppo regionale sostenibile, i Villaggi degli Alpinisti rappresentano un interessante modello alternativo rispetto alle classiche destinazioni alpine fortemente orientate al turismo di massa. L’iniziativa è stata lanciata nel 2008 ed è riconosciuta come progetto ufficiale di attuazione della Convenzione delle Alpi. Il suo obiettivo è valorizzare quei comuni che promuovono un turismo alpino rispettoso della natura e orientato alla qualità.

A differenza delle grandi destinazioni turistiche, il cui sviluppo è spesso basato su un elevato numero di visitatori, infrastrutture estese e una forte specializzazione economica nel turismo, i Villaggi degli Alpinisti adottano un approccio molto più contenuto e sostenibile. Al centro vi sono il paesaggio alpino, la cultura locale e attività all’aria aperta a stretto contatto con la natura, come l’escursionismo, l’alpinismo e lo sci alpinismo. L’obiettivo non è la crescita a tutti i costi, bensì uno sviluppo turistico compatibile con la capacità del territorio, capace di preservare le risorse naturali e garantire una buona qualità della vita alla popolazione locale.

Proprio alla luce dei cambiamenti climatici, questo modello viene spesso indicato come esempio di una forma di sviluppo turistico più resiliente. Poiché i Villaggi degli Alpinisti non dipendono principalmente da infrastrutture sciistiche o da un innevamento garantito, risultano meno vulnerabili alla progressiva diminuzione della neve. Allo stesso tempo promuovono forme di turismo durante tutto l’anno basate sull’esperienza della natura, sull’osservazione del paesaggio e sulla valorizzazione delle economie locali.

L’iniziativa dimostra tuttavia anche che il turismo sostenibile non può essere applicato ovunque nello stesso modo. Non tutte le destinazioni possono o desiderano diventare un Villaggio degli Alpinisti. L’ingresso nella rete è subordinato al rispetto di criteri ben definiti, tra cui:

  • un paesaggio alpino di elevato valore naturalistico e paesaggistico;
  • una forte tradizione legata agli sport di montagna e alla cultura alpina;
  • l’assenza di grandi infrastrutture turistiche invasive;
  • un chiaro impegno a favore dello sviluppo regionale sostenibile;
  • un’infrastruttura turistica di dimensioni contenute;
  • la disponibilità del comune a sostenere attivamente gli obiettivi della Convenzione delle Alpi.

Principi molto simili caratterizzano anche la rete Alpine Pearls, che pone particolare attenzione alla mobilità dolce e ai viaggi rispettosi del clima. Anche in questo caso possono aderire esclusivamente i comuni che soddisfano determinati standard qualitativi e di sostenibilità.

Ciò dimostra come questi modelli rappresentino importanti punti di riferimento per la trasformazione delle regioni alpine, pur non costituendo una soluzione universale applicabile a tutte le destinazioni turistiche.

Continua a leggere
EVTZ Alpine Pearls mbH

Cooperazione e partenariati

Tutti i relatori hanno concordato su un punto fondamentale: la cooperazione e i partenariati svolgono un ruolo decisivo nell’adattamento ai cambiamenti climatici, poiché le sfide poste dal cambiamento climatico interessano generalmente più settori e superano i confini amministrativi dei singoli comuni. Le misure di adattamento coinvolgono infatti contemporaneamente il turismo, la tutela della natura, l’agricoltura e la silvicoltura, le infrastrutture e la popolazione locale. Di conseguenza, nessun attore può affrontare da solo una sfida così complessa.

La collaborazione tra comuni, imprese, istituti di ricerca, associazioni di categoria e organizzazioni della società civile permette di mettere in comune conoscenze, risorse ed esperienze. I partenariati favoriscono lo scambio di buone pratiche, promuovono processi di apprendimento condivisi e aumentano l'accettazione delle misure di adattamento da parte della popolazione. Allo stesso tempo, consentono di coordinare meglio gli interventi oltre i confini amministrativi e tra i diversi settori.

Nelle regioni alpine, iniziative come BeyondSnow, i Villaggi degli Alpinisti e Alpine Pearls dimostrano che le strategie di adattamento di lungo periodo hanno maggior successo quando si basano su un ampio coinvolgimento degli attori locali e regionali. La cooperazione rafforza quindi non solo l'efficacia delle singole misure, ma anche la resilienza complessiva delle comunità alpine di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici.

Continua a leggere
EVTZ Alpine Pearls mbH

Come sarà il turismo alpino del futuro?

In conclusione, il moderatore ha chiesto ai relatori di riassumere in una sola frase la loro visione del futuro del turismo nelle Alpi. Un compito tutt'altro che semplice. Tra i concetti emersi con maggiore frequenza figuravano la necessità di una maggiore sostenibilità, di un atteggiamento più rispettoso e consapevole nei confronti della natura e della responsabilità verso le generazioni future, prendendo sul serio gli effetti dei cambiamenti climatici. L'idea di fondo della Convenzione delle Alpi sintetizza efficacemente questa visione:

Un turismo sostenibile, secondo i principi della Convenzione delle Alpi, è un turismo rispettoso dell'ambiente, capace di conciliare le esigenze degli ospiti e della popolazione locale, di rispettare i limiti ecologici dell'ambiente alpino e di contribuire al suo sviluppo sostenibile nel lungo periodo.

Continua a leggere
EVTZ Alpine Pearls mbH

Conclusioni

Un sentito ringraziamento agli organizzatori del Festival del Giornalismo e alla Haus der Begegnung per l'invito. È stato un confronto interessante, stimolante e molto piacevole, che avrebbe potuto proseguire ancora a lungo: dopo un'ora e mezza di discussione il dibattito stava appena entrando nel vivo. Un ringraziamento speciale va anche al moderatore Simon Welebil per l'ottima conduzione dell'incontro e a tutti i partecipanti per il prezioso contributo alla discussione.

Maggiori informazioni: https://www.journalismusfest.org/klimawandel-alpen/

 

Continua a leggere
EVTZ Alpine Pearls mbH
Estate
Inverno
Adattamento ai cambiamenti climatici nelle Alpi – esempi, strategie e prospettive
Adattamento ai cambiamenti climatici nelle Alpi – esempi, strategie e prospettive
Adattamento ai cambiamenti climatici nelle Alpi – esempi, strategie e prospettive
Adattamento ai cambiamenti climatici nelle Alpi – esempi, strategie e prospettive